SICUREZZA SULLA NEVE, IL PROGETTO DI DOLOMITICERT PASSA A PIENI VOTI L’INTERREG

SICUREZZA SULLA NEVE, IL PROGETTO DI DOLOMITICERT PASSA A PIENI VOTI L’INTERREG

SICUREZZA SULLA NEVE, IL PROGETTO DI DOLOMITICERT PASSA A PIENI VOTI L’INTERREG

Dolomiticert metterà a punto uno studio per la sicurezza sugli sci nella prospettiva di rilancio delle località alpine

LONGARONE, 8 agosto 2008 – Un progetto innovativo che ha convinto subito l’autorità dei programmi comunitari Italia/Austria: nella graduatoria lo studio proposto da Dolomiticert ‘Prevenzione degli infortuni nello sci alpino: sicurezza come fattore di successo delle regioni alpine’ si è posizionato ai primi posti, al 12° con un 48 punti (il punteggio più alto è stato di 57 punti). In totale i progetti che hanno partecipato al bando 90, di cui 50 scartati e 40 approvati. Un ottimo risultato per un’iniziativa che potrà avere riflessi positivi sul turismo montano. ‘Il lavoro è cominciato già lo scorso anno prendendo contatto con i partner di Innsbruck e Bolzano (l’Asl) e con l’appoggio delle Ulss di Bellun e Feltre’ afferma Floriano Pra presidente di Dolomiticert ‘abbiamo elaborato, quindi, la ricerca, con l’assistenza dell’Università di Padova presentando, poi, domanda all’autorità competente’. Il progetto non ha soltanto coinvolto i ricercatori, ma anche l’ufficio europrogettazione di Dolomiticert che ha intessuto i rapporti con le istituzioni austriache e della Regione Veneto per sbrigare una parte burocratica, alquanto impegnativa. ‘Puntare sul turismo in tutti i suoi risvolti significa far crescere la montagna e combatterne le problematiche più significative, come il suo spopolamento‘ prosegue Pra ‘dobbiamo offrire ai nostri giovani la possibilità di vivere in montagna creando opportunità di lavoro, servizi, attività ricreative. L’interesse per un progresso territoriale implica risvolti sociali ed economici di cui tener conto: per questo è tanto importante premere l’acceleratore affinché l’arco alpino in genere e il Bellunese in particolare possano svilupparsi in maniera armonica.’ Ma vediamo nel dettaglio la proposta progettuale di Dolomiticert, che potrà rivoluzionare lo sport d’alta quota.

L’analisi. L’idea progettuale è nata dall’analisi della situazione attuale. Innanzitutto lo sport alpino e tutte le attività economiche, sociali e culturali collegate rappresentano un pilastro importante delle regioni collegate al progetto e così molti esperti nei settori di scienza, economia, sviluppo tecnologico e prevenzione sanitaria si sono consociati per migliorare nel quadro di questo progetto la sicurezza e il comfort di attrezzi sportivi specialmente per lo sci alpino. Questo è stato il punto di partenza, insieme alla valutazione delle statistiche relative alle ultime stagioni invernali (Fonte: CSSCM) dalle quali emerge che gli infortuni sono per circa il 76% legati allo sci alpino e per il 20% allo snowboard, che il 76% circa degli infortuni deriva da cadute accidentali e il 12% circa da collisioni fra persone, con una localizzazione degli infortuni che vede coinvolto il ginocchio (36%), la spalla (13%), il cranio (8,8%) il polso (8%) e poi via via gli altre parti corporee. Dalle analisi statistiche risulta in particolare la elevata incidenza di infortuni sulle donne che, in proporzione alla loro minore presenza assoluta in pista, risultano comunque più a rischio degli uomini, in particolare per le lesioni al ginocchio. Dal 1970 si è osservata una diminuzione del numero complessivo di lesioni, però, si è anche registrato un aumento del numero delle lesioni gravi. Anche il comfort degli scarponi produce effetti direttamente collegati alla sicurezza dello sport praticato, essendo uno degli elementi che può condizionare in modo positivo o negativo la condizione fisica e perciò nell’insieme la sicurezza della pratica sportiva.

Il progetto. Lo scopo principale del progetto è l’aumento della sicurezza e del comfort di attrezzi sportivi per lo sci alpino: al computer saranno simulati i meccanismi di lesioni e, poi, esaminati e verificati con analisi sperimentali. Una ricerca sui materiali utilizzati può portare a un miglioramento del microclima all’interno dello scarpone da sci e aumentare così sicurezza e comfort, mentre un paradenti inedito aiuterà ad abbassare l’incidenza delle lesioni alla testa senza interferire sulle prestazioni sportive. In un secondo momento, grazie alle attività del progetto sarà incrementata l’attrattiva dello sci alpino e legata a ciò la seduzione delle zone turistiche alpine; l’industria di attrezzature sportive sarà rinforzata così come l’interconnessione tra scienza ed economia. In sostanza possiamo dire che l’intero progetto di ricerca da un punto di vista metodologico si articola in due parti, collegate tra loro e propedeutiche l’uno all’altra: la simulazione di meccanismi d’infortunio al computer e le analisi sperimentali.

Ovviamente non è possibile testare meccanismi d’infortunio con ricerche sperimentali sull’uomo sottoponendo uno sciatore a situazioni potenzialmente pericolose. È, tuttavia, possibile simulare tali meccanismi al computer: a tale scopo il soggetto reale viene sostituito da un modello informatico svolgere le ricerche. Quale passo successivo viene sviluppato un modello numerico rappresentante le singole parti del ginocchio, che può venir sottoposto a sollecitazioni dinamiche. Le analisi sperimentali prevedono, invece, lo sviluppo di modelli di sciatori e prototipi di paradenti e scarponcini interni agli scarponi che vengono successivamente testati in laboratorio e sul campo. Gli esprimenti riguarderanno tutto il corpo, con particolare riferimento al ginocchio, al piede (scarpone) e alla testa (denti).

‘E’ un progetto molto complesso e ambizioso, che coinvolge molti attori: le Ulss, per esempio, per tutti gli aspetti sanitari che questo studio implica, i nostri ricercatori e quelli austriaci, l’ufficio europrogettazione che ha il compito di seguire tutto l’iter amministrativo’ commenta il presidente Floriano Pra ‘è gratificante quando l’impegno è riconosciuto. Ora non ci resta che passare nel vivo del progetto’.

 

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