SULLA SCIA DEGLI EVENTI COMMEMORATIVI, IL PROGETTO SAFERALP PUNTA A REALIZZARE LA FERRATA DELLA MEMORIA

SULLA SCIA DEGLI EVENTI COMMEMORATIVI, IL PROGETTO SAFERALP PUNTA A REALIZZARE LA FERRATA DELLA MEMORIA

Procede lo “Studio di una Linea Guida per la messa in sicurezza delle vie ferrate e dei sentieri attrezzati dell’arco alpino”, portato avanti dal Soccorso Alpino con il coinvolgimento di Dolomiticert, dell’Università di Salisburgo e del CAI.

Lo studio – finalizzato a definire una metodologia uniforme per l’individuazione dei materiali, l’installazione, il collaudo e la manutenzione delle vie ferrate e dei sentieri attrezzati nelle aree alpine – sfocerà nella realizzazione di una FERRATA DELLA MEMORIA dedicata alle vittime del disastro del Vajont.

Per “inaugurare” il disciplinare che verrà redatto, infatti, i promotori del progetto hanno deciso di installare secondo i canoni individuati una nuova via che, sulla scia delle commemorazioni per i 50 anni della catastrofe, resti un ricordo indelebile dei caduti.

 

Calandoci nella parte più tecnica, il progetto si tradurrà nella caratterizzazione da una parte dei materiali e dall’altra dell’intera struttura da installare in parete. In questo modo sarà possibile fornire uno strumento quali-quantitativo in grado di certificare tutta la filiera della lavorazione e determinarne i livelli di sicurezza.

Lo studio riguarderà anche la verifica della funzionalità delle vie ferrate sia per le manovre del Soccorso Alpino sia da un punto di vista antropometrico per favorirne la fruizione da parte degli atleti.

La ricerca porterà anche a definire le metodologie di collaudo tecnico delle vie ferrate e dei sentieri attrezzati e di ogni loro componente (chiodi, anelli, funi, ecc…). Questo consentirà agli organismi responsabili dell’installazione di nuovi tratti o di rifacimento/ammodernamento di quelli esistenti di poter verificare la bontà dei componenti della ferrata. In parallelo, gli Enti di Normazione avranno dei protocolli/disciplinari di prova sui quali basarsi per creare eventualmente una normativa armonizzata riguardante le vie ferrate.

 

Considerando questi obiettivi, possiamo dire che, ad oggi, Dolomiticert ha individuato i componenti e i materiali utilizzati nelle vie ferrate da testare. Per i test, Dolomiticert si è munita di un acquisitore e tre celle di carico, oltre agli elementi metallici di officina funzionali al loro utilizzo. Queste attrezzature si renderanno necessarie sia per le prove di laboratorio, che per le prove outdoor previste sugli ancoraggi su roccia.

In merito alla definizione dei protocolli di prova da applicare, invece, saranno necessari i dati relativi agli elementi di criticità delle ferrate esistenti. Questi dati, da reperire manualmente sul campo, sono tuttora in fase di acquisizione, in quanto l’attività è strettamente collegata alle condizioni atmosferiche ed ha subìto significativi ritardi a causa delle prolungate nevicate della stagione invernale 2012-2013 e conseguenti difficoltà di accesso ai percorsi.

 

Il beneficio che deriverà dal progetto sarà l’accrescimento del know-how sulle caratteristiche dei materiali, dei componenti e di funzionalità da parte dei responsabili della realizzazione delle vie ferrate che avranno modo di potersi basare su una metodologia efficace ed unitaria per l’installazione ed il collaudo di nuovi tratti attrezzati e per la revisione di quelli già esistenti. Tali risultati potranno essere estesi ad altre realtà progettuali legate al turismo alpino come le palestre di roccia e gli ancoraggi su roccia.

La linea guida comporterà un aumento dell’efficienza nel collaudo iniziale, nell’installazione e nella manutenzione delle vie ferrate che risulteranno sempre più sicure ed affidabili per l’utilizzo da parte degli escursionisti. Questo porterà ad un aumento della sicurezza in montagna ed al raggiungimento degli obiettivi di prevenire ed informare i potenziali utenti. Ciò indurrà un aumento del turismo nelle aree Alpine.

Si potrà registrare una diminuzione degli incidenti e degli infortuni nella pratica alpinistica/escursionistica e un aumento della capacità operativa del Soccorso Alpino su questi percorsi.

 

 

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.