IL SOTTOSEGRETARIO VICARI SARA’ A CERTOTTICA-DOLOMITICERT PER PARLARE DI MARCATURA CE

IL SOTTOSEGRETARIO VICARI SARA’ A CERTOTTICA-DOLOMITICERT PER PARLARE DI MARCATURA CE

Marcatura CE e contraffazione sotto la lente del Ministero dello Sviluppo Economico: un incontro interassociativo sollecitato da Certottica e Dolomiticert vedrà approdare giovedì 17 luglio alle 10.30, nella sede degli istituti a Longarone il Sottosegretario, Sen. Simona Vicari, per fare il punto della situazione su questi delicati argomenti che minano l’economia italiana.

Dopo due incontri al Ministero tra i vertici di Certottica e Dolomiticert – nel primo con ASSOSPORT per chiarire la problematica della certificazione delle tute da motociclismo, il secondo con ANFAO, per la questione della marcatura CE sulle montature – il Sottosegretario ha accolto l’invito ad effettuare questa trasferta per fornire un aggiornamento sul quadro normativo per la marcatura CE.

Con lei, l’Ing. Vincenzo Correggia, Dirigente della Divisione Normativa Tecnica, che fornirà un aggiornamento alle aziende dei dispositivi anticaduta sulla norma EN 795, e l’Ing. Caterina Petrigni, assistente particolare del Sottosegretario.

La scaletta dell’incontro vedrà i saluti introduttivi di Luigino Boito, Direttore Generale di Certottica e Dolomiticert, poi Cirillo Marcolin, Presidente di Anfao, che toccherà il tema “La marcatura CE e la lotta alla contraffazione nel mondo dell’occhiale”, mentre Luca Businaro, Presidente Assosport, parlerà degli stessi argomenti ma per quanto riguarda lo Sportsystem. Bernardo Petroni, legale Dainese e consigliere Assosport, illustrerà le problematiche della “marcatura CE sui DPI di Ia e IIa categoria”. Quindi sarà la volta di Correggia che, dopo aver fornito il proprio contributo alle aziende presenti, passerà la parola al Sottosegretario Vicari, al quale spetteranno le conclusioni.

“La nostra è un’Europa senz’anima – ha commentato il Direttore Boito – senza radici e senza un’unità politica, ma di 1000 regole, che strozza di burocrazia l’industria italiana per i 1000 adempimenti che essa deve ottemperare. Ma peggio ancora, è l’incertezza della norma che crea il maggior danno alla nostra industria, consentendo agli Enti all’estero di farsi regole autoctone, autoreferenziali, creando barriere alle nostre esportazioni e ostacoli alla libera concorrenza. Il pieno appoggio del Ministero ci fa ben sperare in un cambio di tendenza che riporti giustizia nel mercato europeo”.

 

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