Situazione di partenza – Ausgangslage

Situazione di partenza – Ausgangslage

La frequentazione degli itinerari attrezzati sta attraversando da alcuni anni un vero e proprio “boom”. Le vie ferrate ed i sentieri attrezzati stanno, infatti, suscitando un interesse sempre più crescente fra gli escursionisti, soprattutto fra i giovani. Nelle Dolomiti si ha una frequentazione notevole, basti pensare che nei 50-60 giorni ca. di bel tempo, sono oltre centomila i frequentatori delle ferrate presenti nel Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e mediamente centinaia di migliaia i passaggi degli escursionisti che si affidano ogni anno ai 40 km di cavi delle 56 ferrate e dei 73 sentieri attrezzati delle sole Dolomiti Bellunesi. Anche in territorio austriaco si assiste al medesimo fenomeno e ogni anno aumenta sempre di più il numero dei frequentatori delle ferrate e dei sentieri attrezzati a disposizione degli escursionisti.
L’apertura di un ambiente, una volta accessibile solo ad “alpinisti”, alla massa di turistiescursionisti, ha sollevato una quantità di problemi e portato al pettine una serie di nodi tecnici solo parzialmente risolti:
– necessità di una scelta appropriata dei materiali per la realizzazione delle vie ferrate e sentieri attrezzati, in quanto, attualmente, non sempre vengono utilizzati materiali con le stesse caratteristiche in tutti i percorsi;
– necessità di definire una corretta metodica di installazione dei componenti che costituiscono le vie ferrate, in quanto al momento la filiera realizzativa/manutentiva non risente di una metodica riconosciuta ufficialmente ed unitaria;
– necessità di una gestione continuativa delle strutture;
– necessità di garantire ed agevolare l’attività istituzionale e quella prevista ex lege dal Soccorso Alpino (C.N.S.A.S.);
– normalizzazione e classificazione dei vari tipi di percorso in termini di possibile tassonomia da studiare con il Club Alpino Italiano (C.A.I.);
– necessità di un corrispondente collaudo iniziale e di check periodici in base ad un Organismo supervisore italiano/austriaco.


Klettersteige verzeichnen seit einigen Jahren einen echten Boom. Kletter- und Höhensteige verzeichnen in der Tat ein zunehmendes Interesse unter Bergwanderern, vor allem unter jungen Leuten. In den Dolomiten werden an den etwa 50-60 Tagen mit schönem Wetter über 100.000 Nutzer auf den Klettersteigen im Naturpark der Ampezzaner Dolomiten gezählt und durchschnittlich mehrere 100.000 Bergwanderer, die jedes Jahr die 40 km Drahtseile auf den 56 Klettersteigen und 73 Höhensteigen allein in den Belluneser Dolomiten nutzen.
Auch in Österreich wird ein ähnlicher Trend verzeichnet, und jedes Jahr nimmt die Zahl der Nutzer von Kletter- und Höhensteigen zu, die Bergwanderern zur Verfügung stehen.
Die Öffnung eines früher nur „Bergsteigern“ zugänglichen Gebiets für die Massen der Touristen und Bergwanderer hat viele Probleme mit sich gebracht und eine Reihe technischer Fragen aufgeworfen, die nur zum Teil gelöst wurden:
– die Notwendigkeit einer angemessenen Wahl der Materialien für die Herstellung der Kletter- und Höhensteige, da derzeit nicht immer auf allen Wegen Materialen mit denselben Eigenschaften verwendet werden;
– die Notwendigkeit, eine richtige Installationsmethode der einzelnen Bestandteile auszumachen, aus denen die Klettersteige bestehen, da es derzeit in der Herstellung/Instandhaltung noch keine offiziell anerkannte einheitliche Methode gibt;
– die Notwendigkeit einer kontinuierlichen Verwaltung der Klettersteige;
– die Notwendigkeit, die institutionellen und gesetzlich vorgeschriebenen Aktivitäten der Bergrettung (C.N.S.A.S.) zu garantieren und zu erleichtern;
– die Normierung und Klassifizierung der verschiedenen Wege im Hinblick auf eine mögliche Wanderskala, die mit dem italienischen Alpenverein (C.A.I.) zu prüfen ist;
– die Notwendigkeit einer entsprechenden anfänglichen Abnahme und regelmäßiger Überprüfungen durch eine italienische/österreichische Überwachungsstelle.

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