REVISIONE prEN 1621-2:2012: si aggiunge un dispositivo per la protezione della schiena

REVISIONE prEN 1621-2:2012: si aggiunge un dispositivo per la protezione della schiena

Siamo ad informarVi che sono previste significative modifiche tecniche nella revisione prEN 1621-2:2012 della norma europea per gli indumenti di protezione contro l’impatto meccanico Parte 2: Paraschiena – Requisiti e metodi di prova.

 

Ai classici dispositivi paraschiena e protettore lombare previsti dalla EN 1621-2.2003 è stato aggiunto un nuovo dispositivo per la protezione centrale della schiena.

 

I dispositivi di protezione saranno quindi identificati come segue:

 

  • FB: Full Back Protector – Paraschiena completo – Dispositivo protettivo che una volta indossato è destinato a ridurre la gravità delle lesioni causate da urti alla zona centrale della schiena e alla zona delle scapole;
  • CB: Central Back Protector – Paraschiena centrale – Dispositivo protettivo che una volta indossato è destinato a ridurre la gravità delle lesioni causate da urti alla zona centrale della schiena;
  • LB: Lower Back Protector – Protettore Lombare – Dispositivo protettivo che una volta indossato è destinato a ridurre la gravità delle lesioni causate da urti alla zona lombare.

 

Come nella attuale EN 1621-2.2003 sono previsti due livelli di prestazione contro gli impatti.

Il livello 1 (forza media di picco <18kN e valore singolo <24kN)  e il livello 2 (forza media di picco <9kN e valore singolo <12kN).

Le protezioni di livello 2 forniscono una protezione maggiore rispetto al livello 1 ma possono essere più pesanti ed avere penalità di restrizione associate al loro utilizzo.

 

Tra le due normative cambia invece il numero di campioni da sottoporre al test di impatto e il condizionamento a cui devono essere sottoposti.

 

La EN 1621-2.2003 (Clausola 6.1) prevedeva di testare 3 campioni uno della taglia più piccola, 1di quella intermadia e 1 di quella più grande, condizionati a temperatura ambiente (Clausola 6.2).

Si dovevano effettuare un minimo di 5 impatti (Clausola 6.5) distribuiti uniformemente sui protettori.

I centri degli impatti dovevano avere una distanza di 90mm: il primo a (40 ± 5)mm dalla linea perimetrale della zona di protezione, il secondo a  (60 ± 5)mm dalla linea perimetrale, il terzo al centro della zona di protezione e altri due nelle zone più delicate.

 

Invece, accordo alla prEN 1621-2:2012 (Clausola 5.1.3) sono obbligatori i seguenti test:

 

–          Per la prova di impatto su dispositivo condizionato a temperatura ambiente (Clausola 5.1.6.1) e differenti rispetto alla Clausola 6.2 della EN 1621-2.2003: 1 per ogni taglia (2 campioni in caso di un prodotto di taglia unica);

 

–          Per il test di impatto su dispositivo condizionato ad alta umidità dopo invecchiamento idrolitico (Clausola 5.1.6.2): 1 della taglia intermedia del range di taglie;

 

TEST OPZIONALI:

–          Per il test di impatto su dispositivo condizionato ad alta temperatura (Clausola 5.1.6.3): 1 della taglia intermedia del range di taglie;

–          Per il test di impatto su dispositivo condizionato a bassa temperatura (Clausola 5.1.6.4): 1 della taglia intermedia del range di taglie.

 

Gli impatti che devono essere effettuati su ogni campione utilizzando l’attrezzatura descritta al punto 5.1.1 sono 5: 3 impatti distribuiti in modo casuale sulla superficie di prova e 2 impatti  sui punti deboli visivamente individuati (se ci sono più di due punti critici, scegliere i peggiori).

La distanza tra i centri degli impatti deve essere superiore a 50 mm, con il centro di impatto a una distanza dal perimetro dell’area di prova di almeno 10 mm e con il centro dell’incudine longitudinale  ad almeno 45 mm dal perimetro di prova.

Quando il protettore viene testato in conformità  ai punti 5.1.6.1 (prova di impatto ambientale), 5.1.6.2 (test di impatto bagnato) e, se necessario, 5.1.6.3 (prova d’urto ad alta temperatura) e/o 5.1.6.4 (prova d’urto a bassa temperatura), il livello di prestazioni del protettore è determinato dal peggiore risultato dei valori medi ottenuti in ciascuna delle quattro condizioni di prova.

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