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	<title>Dolomiticert</title>
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	<description>LABORATORIO CERTIFICAZIONE E TEST (N.B.2008)</description>
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		<title>REVISIONE prEN 1621-2:2012: si aggiunge un dispositivo per la protezione della schiena</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 14:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo ad informarVi che sono previste significative modifiche tecniche nella revisione prEN 1621-2:2012 della norma europea per gli indumenti di protezione contro l’impatto meccanico Parte 2: Paraschiena – Requisiti e metodi di prova. &#160; Ai classici dispositivi paraschiena e protettore lombare previsti dalla EN 1621-2.2003 è stato aggiunto un nuovo dispositivo per la protezione centrale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo ad informarVi che sono previste significative modifiche tecniche nella revisione prEN 1621-2:2012 della norma europea per gli <strong>indumenti di protezione contro l’impatto meccanico</strong> <strong>Parte 2: Paraschiena – Requisiti e metodi di prova.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ai classici dispositivi paraschiena e protettore lombare previsti dalla EN 1621-2.2003 è stato aggiunto un nuovo dispositivo per la protezione centrale della schiena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dispositivi di protezione saranno quindi identificati come segue:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>FB: Full Back Protector</strong> – Paraschiena completo – Dispositivo protettivo che una volta indossato è      destinato a <strong>ridurre la gravità delle lesioni causate da urti alla zona      centrale della schiena e alla zona delle scapole</strong>;</li>
<li><strong>CB: Central Back Protector</strong> – Paraschiena centrale – Dispositivo protettivo che una volta indossato è      destinato a ridurre <strong>la gravità delle lesioni causate da urti alla zona      centrale della schiena</strong>;</li>
<li><strong>LB: Lower Back Protector</strong> – Protettore Lombare &#8211; Dispositivo protettivo che una volta indossato è      destinato a <strong>ridurre la gravità delle lesioni causate da urti alla zona      lombare</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come nella attuale EN 1621-2.2003 sono previsti due livelli di prestazione contro gli impatti.</p>
<p>Il <strong>livello 1</strong> (forza media di picco &lt;18kN e valore singolo &lt;24kN)  e il <strong>livello 2</strong> (forza media di picco &lt;9kN e valore singolo &lt;12kN).</p>
<p>Le protezioni di livello 2 forniscono una protezione maggiore rispetto al livello 1 ma possono essere più pesanti ed avere penalità di restrizione associate al loro utilizzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra le due normative <strong>cambia</strong> invece <strong>il numero di campioni da sottoporre al test di impatto</strong> <strong>e il condizionamento </strong>a cui devono essere sottoposti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La EN 1621-2.2003 (Clausola 6.1) prevedeva di testare 3 campioni uno della taglia più piccola, 1di quella intermadia e 1 di quella più grande, condizionati a temperatura ambiente (Clausola 6.2).</p>
<p>Si dovevano effettuare un minimo di 5 impatti (Clausola 6.5) distribuiti uniformemente sui protettori.</p>
<p>I centri degli impatti dovevano avere una distanza di 90mm: il primo a (40 ± 5)mm dalla linea perimetrale della zona di protezione, il secondo a  (60 ± 5)mm dalla linea perimetrale, il terzo al centro della zona di protezione e altri due nelle zone più delicate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invece, accordo alla prEN 1621-2:2012 (Clausola 5.1.3) sono obbligatori i seguenti test:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-          Per la prova di impatto su dispositivo condizionato a temperatura ambiente (Clausola 5.1.6.1) e differenti rispetto alla Clausola 6.2 della EN 1621-2.2003: 1 per ogni taglia (2 campioni in caso di un prodotto di taglia unica);</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-          Per il test di impatto su dispositivo condizionato ad alta umidità dopo invecchiamento idrolitico (Clausola 5.1.6.2): 1 della taglia intermedia del range di taglie;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TEST OPZIONALI:</p>
<p>-          Per il test di impatto su dispositivo condizionato ad alta temperatura (Clausola 5.1.6.3): 1 della taglia intermedia del range di taglie;</p>
<p>-          Per il test di impatto su dispositivo condizionato a bassa temperatura (Clausola 5.1.6.4): 1 della taglia intermedia del range di taglie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli impatti che devono essere effettuati su ogni campione utilizzando l&#8217;attrezzatura descritta al punto 5.1.1 sono 5: 3 impatti distribuiti in modo casuale sulla superficie di prova e 2 impatti  sui punti deboli visivamente individuati (se ci sono più di due punti critici, scegliere i peggiori).</p>
<p>La distanza tra i centri degli impatti deve essere superiore a 50 mm, con il centro di impatto a una distanza dal perimetro dell’area di prova di almeno 10 mm e con il centro dell’incudine longitudinale  ad almeno 45 mm dal perimetro di prova.</p>
<p>Quando il protettore viene testato in conformità  ai punti 5.1.6.1 (prova di impatto ambientale), 5.1.6.2 (test di impatto bagnato) e, se necessario, 5.1.6.3 (prova d&#8217;urto ad alta temperatura) e/o 5.1.6.4 (prova d’urto a bassa temperatura), <strong>il livello di prestazioni del protettore è determinato dal peggiore risultato dei valori medi ottenuti in ciascuna delle quattro condizioni di prova</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Nuovo Draft prEN 13594 marzo 2012</title>
		<link>http://www.dolomiticert.it/web/2012/04/245/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 09:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata da poco pubblicata la nuova versione del prEN 13594:2012 che andrà a sostituire la passata EN 13594:2002. &#160; La nuova normativa amplierà in campo applicativo regolarizzando non solamente i guanti destinati all’utilizzo professionale ma tutti quelli utilizzati nelle attività motociclistiche, comprese quella sportiva ed quella agonistica. &#160; Tutti i requisiti saranno infatti divisi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata da poco pubblicata la nuova versione del <strong>prEN 13594:2012</strong> che andrà a sostituire la passata EN 13594:2002.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nuova normativa amplierà in campo applicativo regolarizzando non solamente i guanti destinati all’utilizzo professionale ma tutti quelli utilizzati nelle attività motociclistiche, comprese quella sportiva ed quella agonistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti i requisiti saranno infatti divisi in <strong>due livelli di performance</strong>: l’utilizzatore potrà quindi scegliere il DPI con il livello di protezione più adatto all’ attività praticata senza dover necessariamente pregiudicare il comfort e la destrezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dolomiticert Vi propone sinteticamente le principali modifiche ai requisiti e alle metodologie di prova che verranno apportate con l’entrata in vigore della nuova normativa:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-       <strong>“Solidità delle tinte”</strong>: rimozione del requisito;</p>
<p>-     <strong> “Trattenuta”</strong>: valori di resistenza allo sfilamento del guanto divisi per i due livelli e modifica dei coni di prova utilizzati nel test;</p>
<p>-       <strong>“Resistenza allo strappo”</strong>: inserimento di diversi valori minimi per i due livelli in relazione alle tre zone principali del guanto (palmo, dorso e forchette);</p>
<p>-       <strong>“Resistenza cuciture”</strong>: rimozione del metodo di prova di scoppio in conformità alla EN 13595-3 e differenza dei valori minimi delle forchette rispetto le altre parti del quanto;</p>
<p>-     <strong> “Resistenza taglio”</strong>: applicazione del test esclusivamente alle zone del palmo e del dorso della mano;</p>
<p>-      <strong> “Resistenza abrasione impatto”</strong>: posizionamento dell’ area del test esclusivamente sulla zona esterna del palmo;</p>
<p>-       <strong>“Area protettiva attenuazione impatto”</strong>: inserimento del valore di superficie minima della protezione delle nocche per le varie taglie di guanti;</p>
<p>-       <strong>“Attenuazione impatto”</strong>: inserimento dei valori di attenuazione per i due livelli prestazionali;</p>
<p>-      <strong> “Pittogramma”</strong>: inserimento al di sotto del pittogramma del livello di protezione offerto dal guanto (1 o 2), del simbolo della protezione delle nocche opzionale (KP) e dell’ anno dello Standard applicato.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;estensione all&#8217;accreditamento in Gazzetta Ufficiale</title>
		<link>http://www.dolomiticert.it/web/2012/04/lestensione-allaccreditamento-in-gazzetta-ufficiale/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 10:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Il DECRETO del 6 marzo 2012 “Autorizzazione al rilascio di certificazione CE per i dispositivi di protezione individuali compresi nella direttiva n. 89/686/CE, alla Dolomiticert Scarl, in Longarone” del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ora, tale estensione, è facilmente consultabile al seguente indirizzo: http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2012/20120079/12A03536.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il DECRETO del 6 marzo 2012 “</em><a href="http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2012/20120079/12A03536.htm"><em>Autorizzazione al rilascio di certificazione CE per i dispositivi di protezione individuali compresi nella direttiva n. 89/686/CE, alla Dolomiticert Scarl, in Longarone”</em></a><em> del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.</em></h3>
<h3><em> Ora, tale estensione, è facilmente consultabile al seguente indirizzo:</em></h3>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><a href="http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2012/20120079/12A03536.htm"><strong><em>http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2012/20120079/12A03536.htm</em></strong></a><strong><em> </em></strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>EN 795: principali differenze tra la versione nuova del 2012 (Pr) e la versione del 1996 con aggiornamento del 2000</title>
		<link>http://www.dolomiticert.it/web/2012/04/en-795-principali-differenze-tra-la-versione-nuova-del-2012-pr-e-la-versione-del-1996-con-aggiornamento-del-2000/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 10:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comitato Tecnico CEN/TC 160 “Protection against falls from height including working belts” ha redatto il nuovo progetto di norma riguardante i DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO, prEN 795:2012 che ha l’ambizione di andare a sostituire la vecchia versione del 1996 con l’aggiornamento del 2000 (EN 795:1996 + A1:2000). Dolomiticert ha il piacere di evidenziare le differenze ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Tecnico CEN/TC 160 “Protection against falls from height including working belts” ha redatto il <strong>nuovo progetto di norma</strong> riguardante i <strong>DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO</strong>, <strong>prEN 795:2012</strong> che ha l’ambizione di andare a sostituire la vecchia versione del 1996 con l’aggiornamento del 2000 (EN 795:1996 + A1:2000).</p>
<p>Dolomiticert ha il piacere di evidenziare le differenze tra il contenuto del nuovo progetto di norma e la vecchia versione del ’96. Eccole di seguito:</p>
<p>-          è stata inserita un’introduzione per spiegare la filosofia della normativa in base alla quale i dispositivi di ancoraggio sono dimensionati per sostenere un carico dinamico di una persona, incluso l’equipaggiamento, mentre per il test statico si fa riferimento ad un minimo fattore di sicurezza di due persone;</p>
<p>-          nella parte riferita allo scopo della normativa, è specificato in maniera più marcata che i dispositivi di ancoraggio coperti da questa normativa sono concepiti per essere utilizzati da una singola persona e che devono presentare la possibilità di rimozione dalla struttura fissa;</p>
<p>-          inoltre, sempre nel campo dello scopo, vengono elencati i dispositivi non rientranti negli ambiti della normativa, come i dispositivi di ancoraggio il cui utilizzo sia previsto per più di una persona, i dispositivi di ancoraggio da utilizzare in ogni sport od attività ricreativa, gli equipaggiamenti conformi alle normative EN 516 ed EN 517, elementi o parti di struttura che vengano installati allo scopo di utilizzare altri dispositivi di ancoraggio come ad esempio travature ed infine come gli ancoraggi strutturali,</p>
<p>-          termini e definizioni sono aggiornati grazie a nuovi esempi di dispositivi di ancoraggio coperti da questa normativa ed esempi di quelli non coperti dalla normativa stessa;</p>
<p>-          classi di dispositivi di ancoraggio (A, B, C, D ed E) sono state sostituite da tipi di dispositivi di ancoraggio (A, B, C, D ed E) in modo da identificare in maniera molto più chiara le differenze tra i vari dispositivi di ancoraggio;</p>
<p>-          la parte relativa ai requisiti è stata riscritta in modo da includere e/o rivedere i requisiti per i materiali, per la resistenza alla corrosione, per le corde/nastri, per la progettazione e l’ergonomia;</p>
<p>-          anche la parte relativa ai requisiti specifici per i vari tipi di dispositivi di ancoraggio è stata aggiornata ed integrata con l’inserimento di due prove aggiuntive (prova di deformazione e prova di integrità dopo il test di resistenza dinamica);</p>
<p>-          la parte relativa ai metodi di prova è stata integrata, come detto, con le due nuove tipologie di prova che nella versione precedente non erano presenti: in particolare i dispositivi di tipo A, B, C e D vengono adesso testati per deformazione, resistenza dinamica e integrità, resistenza statica, mentre i dispositivi di tipo E vengono adesso testati per deformazione, performance dinamica, sospensione post-arresto e resistenza statica;</p>
<p>-          il test di resistenza dinamica richiede qui l’utilizzo di un cordino di prova realizzato con l’utilizzo di una corda dinamica da alpinismo, secondo EN 892, di diametro 11 mm, con i terminali realizzati da due nodi a bulino, mentre nella vecchia versione veniva realizzata una corda in poliammide a torticcio di diametro 12 mm a tre trefoli secondo ISO 1140 con i terminali formati da asole di 75  mm realizzate per impiombatura dei trefoli a cinque passaggi;</p>
<p>-          inoltre, l’altezza di caduta della massa da 100 kg è adesso determinata con un ulteriore test sul singolo cordino in modo da valutare l’altezza di caduta necessaria a determinare un picco di arresto di 9 kN mentre ella versione precedente della Normativa l’altezza di caduta viene determinata considerando una caduta di 2.5  m della massa prima dell’entrata in azione del dispositivo;</p>
<p>-          sempre in riferimento alla prova dinamica si richiede ora espressamente (pur non rientrando nei requisiti della prova) di registrare il picco di carico sul punto di ancoraggio, la deflessione del dispositivo di ancoraggio e lo spostamento del punto di ancoraggio;</p>
<p>-          la prova di resistenza statica adesso richiede che gli ancoraggi di tipo metallico vengano sottoposti da un carico di 12 kN mentre per gli ancoraggi che contengono parti di supporto in materiale non metallico il carico massimo deve essere di 18 kN mentre nella vecchia versione della Normativa non si fa tale distinzione ed anche il valore del carico massimo è differente;</p>
<p>-          tutti i test di natura statica sono stati riscritti, aggiornati e rivisti;</p>
<p>-          per quanto riguarda la marcatura si evidenzia il fatto che tutti i dispositivi devono essere marcati per l’utilizzo di una singola persona;</p>
<p>-          sono stati aggiunti dei requisiti nelle informazioni che deve fornire il fabbricante ed è stato riscritto il testo delle informazioni minime richieste nel foglietto di accompagnamento del dispositivo;</p>
<p>-          sono state inserite nuove e più chiare immagini raffiguranti esempi di dispositivi e configurazioni di prova</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MEETING ITALO-AUSTRIACO A DOLOMITICERT PER CONCORDARE I PROSSIMI STEP DEL PROGETTO “SAFE A HEAD” &#8211; ITALIENISCH-ÖSTERREICHISCHES MEETING BEI DOLOMITICERT ZUR VEREINBARUNG DER NÄCHSTEN STEPS DES PROJEKTS  „SAFE A HEAD“</title>
		<link>http://www.dolomiticert.it/web/2012/03/italienisch-osterreichisches-meeting-bei-dolomiticert-zur-vereinbarung-der-nachsten-steps-des-projekts-%e2%80%9esafe-a-head%e2%80%9c/</link>
		<comments>http://www.dolomiticert.it/web/2012/03/italienisch-osterreichisches-meeting-bei-dolomiticert-zur-vereinbarung-der-nachsten-steps-des-projekts-%e2%80%9esafe-a-head%e2%80%9c/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 09:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interreg Projekte Helm]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Interreg casco]]></category>

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		<description><![CDATA[La pianificazione delle attività fino al 2013 e la verifica di quanto svolto sino ad ora sono stati i due argomenti clou del 2° meeting tra i partner del progetto Interreg SAFE-A-HEAD, tenutosi nella sede di Dolomiticert a Longarone. L’importante ricerca &#8211; che per esteso è titolata “Sviluppo di un nuovo casco e di una ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pianificazione delle attività fino al 2013 e la verifica di quanto svolto sino ad ora sono stati i due argomenti clou del 2° meeting tra i partner del progetto Interreg SAFE-A-HEAD, tenutosi nella sede di Dolomiticert a Longarone.</p>
<p>L’importante ricerca &#8211; che per esteso è titolata <strong>“Sviluppo di un nuovo casco e di una maschera innovativi per l’aumento della sicurezza/diffusione nella pratica dell’attività sportive”</strong> &#8211; vede infatti la sinergia tra il lead partner, Dolomiticert, con il Dipartimento Interdisciplinare di Sport e Scienze Motorie dell’Università di Salisburgo e il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Padova: tra queste tre realtà saranno previsti diversi incontri di coordinamento per portare avanti armonicamente l’ambizioso studio.</p>
<p>Come espresso nel titolo, l’obiettivo principale del progetto è infatti quello di incrementare l’impiego del casco, oggi molto scomodo e ingombrante, ideando un dispositivo con caratteristiche di leggerezza, ingombro ridotto, interdisciplinare ed ergonomico. Tale protezione, inoltre, sarà in grado di ospitare anche sistemi tecnologicamente avanzati come il sistema di segnalazione sotto-valanga, biosensori o il collegamento tipo “walkie-talkie”,con sistemi di identificazione satellitare in grado di individuare l’atleta in caso di slavine, smarrimento o malori. Oltre a questo, gli esperti studieranno anche una nuova maschera da sci “attiva”, capace di adattarsi in breve tempo alle condizioni atmosferiche.</p>
<p>___________________________________________________________</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pianificazione oggetto del 2° meeting si è basata sui diversi step che ogni soggetto coinvolto dovrà affrontare: l&#8217;incarico principale del partner austriaco sarà quello di disegnare il nuovo dispositivo, quello dell&#8217;università di Padova,invece, di validare il dispositivo tramite l&#8217;analisi Fem (una particolare analisi strutturale che si basa sugli Elementi Finiti). Dolomiticert, in qualità di lead project, dovrà innanzitutto coordinare l&#8217;intero calendario, mentre dal punto di vista concreto dovrà curare la scelta dei materiali più idonei per il dispositivo e validare il prodotto sia dal punto di vista ergonomico che della sicurezza.</p>
<p>Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea (cofinanziamento FESR) nell’ambito del Programma Interreg IV Italia – Austria, terminerà nel mese di maggio del 2014 ma già all’inizio del prossimo anno verrà presentata la prima bozza in 2Dimensioni del dispositivo completo casco più maschera.</p>
<p>Die Hauptthemen des 2. Meetings des Interreg-Projekts SAFE-A-HEAD, das am Firmensitz von Dolomiticert in Longarone stattfand, waren die Planung der Aktivitäten bis 2013 und ein Überblick über die bisher geleistete Arbeit.</p>
<p>Die bedeutende Forschungsarbeit &#8211; deren Titel ausgeschrieben <strong>„Entwicklung von neuen innovativen Helmen und Skibrillen, um die Sicherheit bzw. ihre Verbreitung bei der Sportausübung zu steigern“</strong> lautet &#8211; stützt sich auf die Synergien zwischen dem Lead Partner Dolomiticert, dem Interfakultären Fachbereich für Sport- und Bewegungswissenschaften der Universität Salzburg und dem Fachbereich für Maschinenbau der Universität Padua. Verschiedene Koordinationsmeetings unter Teilnahme dieser drei Akteure sind geplant, um die ehrgeizige Studie im Einklang fortführen zu können.</p>
<p>Wie der Titel zum Ausdruck bringt, besteht das Hauptziel dieses Projekts darin, den Einsatz von Helmen, die heute als unbequem und unhandlich angesehen werden, zu verbreiten, indem man eine leichte, schlankere, interdisziplinäre und ergonomische Version entwickelt. So werden in diese Schutzausrüstung auch technologisch fortschrittliche Systeme wie Lawinenmelder, Biosensoren oder Verbindungen der Art „Walkie-talkie“ mit satellitengesteuertem Erkennungssystem eingebaut werden können, um die Sportler im Fall von Lawinen, eines Verirrens oder Unwohlseins zu finden. Außerdem werden die Experten auch eine neue „aktive“ Schibrille planen, die sich in kürzester Zeit an die Wetterlage anpasst.</p>
<p>Grundlage der im 2. Meeting erfolgten Planung waren die verschiedenen Steps, die die beteiligten Akteure in Angriff nehmen müssen: Die wichtigste Aufgabe des österreichischen Partners wird darin bestehen, die neue Ausrüstung zu entwerfen, während die Universität Padua dafür zuständig ist, die Ausrüstung mit Hilfe der FEM-Analyse (eine spezielle strukturelle Analyse auf Grundlage der finiten Elemente) zu validieren. Als Lead Partner wird Dolomiticert vor allem den Kalender komplett koordinieren, während er konkret die Auswahl der am besten geeigneten Materialien für die Ausrüstung treffen und das Projekt aus der Sicht der Ergonomie und Sicherheit validieren muss.</p>
<p>Das von der Europäischen Union im Rahmen des Interreg-Programms IV Italien – Österreich kofinanzierte Projekt (EFRE-Kofinanzierung) läuft im Mai 2014 aus, aber bereits Anfang des nächsten Jahres wird der erste 2D-Entwurf der kompletten, aus Helm und Schibrille bestehenden Ausrüstung präsentiert.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>A DOLOMITICERT ORA SI PUO’ DETERMINARE LA RESISTENZA ALLA FLESSIONE DI SUOLE E MATERIALI</title>
		<link>http://www.dolomiticert.it/web/2012/03/a-dolomiticert-ora-si-puo%e2%80%99-determinare-la-resistenza-alla-flessione-di-suole-e-materiali/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 13:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Tramite un particolare apparato Dolomiticert ora può applicare un metodo di prova per una flessione ripetuta di suole flessibili o materiali. In tal modo Dolomiticert può determinarne la resistenza a sviluppare rotture spontanee in conformità alla UNI 11249:2008: Elastomeri e materie plastiche &#8211; Resistenza a rottura spontanea per flessione di materiali elastomerici e plastici per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tramite un particolare apparato Dolomiticert ora può applicare un metodo di prova per una flessione ripetuta di suole flessibili o materiali. In tal modo Dolomiticert può determinarne la resistenza a sviluppare rotture spontanee in conformità alla <span style="text-decoration: underline;">UNI 11249:2008: Elastomeri e materie plastiche &#8211; Resistenza a rottura spontanea per flessione di materiali elastomerici e plastici per suole per calzature &#8211; Metodo della cinghia (Belt flex)</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A chi può servire?</strong></p>
<p>A tutti i produttori di calzature poiché la norma fornisce un valido metodo analisi della criticità della flessione su tutta la pianta del piede e parte del famice, e può essere considerata un mezzo sicuro per la validazione degli stampi utilizzati nella produzione delle suole in un dato materiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma in cosa consiste questa prova?</strong></p>
<p>I campioni, dopo essere stati incollati ad un nastro circolare in tessuto, vengono flessi, con una frequenza di 90 giri al minuto, su due rulli di diverso diametro, quello motore di (225±1,0)mm e quello flettente di (90±1,0)mm, in modo da alternare periodi di riposo a periodi di flessione come avviene durante il normale utilizzo di una calzatura. Dopo aver eseguito un numero di 50000 cicli i campioni vengono esaminati e sono riportati il numero delle rotture spontanee e le caratteristiche, quali lunghezza e profondità, di tali rotture.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pubblicate le nuove normative EN 20344 2011 ed EN 20345 2011</title>
		<link>http://www.dolomiticert.it/web/2012/03/pubblicate-le-nuove-normative-en-20344-2011-ed-en-20345-2011/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 13:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[lo staff Dolomiticert è lieto di informatVi che il 16 febbraio sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea le nuove normative EN 20344 2011 “Dispositivi di protezione individuale Metodi di prova per calzature” e la EN 20345 2011 “Dispositivi di protezione individuale Calzature di sicurezza” che vanno a sostituire le rispettive EN 20344 2004  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>lo staff Dolomiticert è lieto di informatVi che il 16 febbraio sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea le nuove normative EN 20344 2011 “Dispositivi di protezione individuale Metodi di prova per calzature” e la EN 20345 2011 “Dispositivi di protezione individuale Calzature di sicurezza” che vanno a sostituire le rispettive EN 20344 2004  e la EN 20345 2004.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nuova EN ISO 20344:2012 ha apportato le seguenti modifiche alle metodologie di prova:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-       Annesso A, inserimento della nuova procedura di calibrazione della plastilina utilizzata nelle prove di resistenza alla compressione e resistenza all’impatto dei puntali;</p>
<p>-       Annesso C, inserimento della nuova tabella con le taglie delle calzature al fine di rendere una corretta corrispondenza fra vari sistemi di misurazione delle calzature;</p>
<p>-       4.1, precisazione su i metodi di campionamento con il corretto numero di campioni da sottoporre a i vari test;</p>
<p>-       5.1, precisazione sul metodi di prova delle caratteristiche ergonomiche;</p>
<p>-       5.4 e 5.5, inserimento dei riferimenti alla EN 12568:2010 al fine di rendere il più possibile simili le prove per le calzature e per i singoli puntali;</p>
<p>-       5.8.3, differente metodologia di test per inserti anti-penetrazione in materiale non metallico, i quali vengono definitivamente distinti da quelli in materiale metallico;</p>
<p>-       5.15.2, inserimento di un nuovo metodo per il test di penetrazione dinamica all’acqua all’interno delle calzature;</p>
<p>-       6.4.2 e 6.5.2, inserimento della metodologia di test per i tomai in gomma con la conseguente rimozione dei riferimenti alla ISO 2023;</p>
<p>-       6.11, eliminazione del metodo di determinazione del cromo VI riportata nel vecchio Standard e inserimento della conformità alla metodologia riportata dalla ISO 17075;</p>
<p>-       ritiro della clausola 5.11, “determinazione dell’isolamento elettrico”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le modifiche introdotte nella nuova EN ISO 20345:2012 sono invece riassunte nei successivi punti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-       5.3.5, inserimento della clausola specifica per la resistenza allo scivolamento ed eliminazione del precedente annesso A,</p>
<p>-       5.3.6, inserimento della clausola “Innocuità” al fine di controllare che i materiali di costruzione delle calzature non siano dannosi alla salute degli utilizzatori,</p>
<p>-       5.8.1, inserimento della clausola “Design” per le suole comprendente i requisiti di: spessore, area con rilievi e altezza dei rilievi;</p>
<p>-       6.2.1.1.2, inserimento del diverso requisito per le solette anti-penetrazione non metalliche le quali vengono distinte da quelle in materiale metallico (distinzione fatta anche nella EN 20344:2012);</p>
<p>-       6.2.2.3, le calzature isolanti devono essere totalmente conformi alla EN 50321;</p>
<p>-       6.4.1; il requisito per le suole, resistenza agli oli combustibili passa da obbligatorio ad opzionale</p>
<p>-       Annesso A, inserimento della definizione di calzatura ibrida e inserimento dei requisiti fondamentali per la conformità allo Standard.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sperando di aver fatto cosa gradita e invitandoVi a contattarci per ulteriori informazioni, porgiamo cordiali saluti</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pubblicata la nuova Gazzetta Ufficiale relativa ai DPI</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 13:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi informiamo che il 16 febbraio la Commissione Europea ha pubblicato la nuova Gazzetta Ufficiale relativa ai DPI che ricadono all’interno della Direttiva 89/686/EEC del 21 dicembre 1989. Nella Gazzetta Ufficiale, come potrete consultare in allegato, è riportato l&#8217;elenco delle normative in vigore dal 16 febbraio e che dovranno essere utilizzate per determinare i requisiti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi informiamo che il 16 febbraio la Commissione Europea ha pubblicato la nuova Gazzetta Ufficiale relativa ai DPI che ricadono all’interno della Direttiva 89/686/EEC del 21 dicembre 1989.</p>
<p>Nella Gazzetta Ufficiale, come potrete consultare in allegato, è riportato l&#8217;elenco delle normative in vigore dal 16 febbraio e che dovranno essere utilizzate per determinare i requisiti essenziali  previsti dalla direttiva di riferimento.</p>
<p>Vi informiamo inoltre che al seguente link potrete trovare la traduzione della Gazzetta Ufficiale nella lingua a Voi più congeniale:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://eur-lex.europa.eu/Notice.do?checktexts=checkbox&amp;val=647553%3Acs&amp;pos=1&amp;page=1&amp;lang=en&amp;pgs=10&amp;nbl=98&amp;list=647553%3Acs%2C629287%3Acs%2C625725%3Acs%2C576506%3Acs%2C574534%3Acs%2C568734%3Acs%2C555940%3Acs%2C554247%3Acs%2C548424%3Acs%2C524932%3Acs%2C&amp;hwords=89%252F686%257E&amp;action=GO&amp;visu=%23texte">http://eur-lex.europa.eu/Notice.do?checktexts=checkbox&amp;val=647553%3Acs&amp;pos=1&amp;page=1&amp;lang=en&amp;pgs=10&amp;nbl=98&amp;list=647553%3Acs%2C629287%3Acs%2C625725%3Acs%2C576506%3Acs%2C574534%3Acs%2C568734%3Acs%2C555940%3Acs%2C554247%3Acs%2C548424%3Acs%2C524932%3Acs%2C&amp;hwords=89%252F686%257E&amp;action=GO&amp;visu=%23texte</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ogni ulteriore informazione, Vi invitiamo a contattarci quanto prima.</p>
<p>Sperando di aver fatto cosa gradita, porgiamo i nostri più cordiali saluti</p>
<p>Dolomiticert Staff</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PRIMO MEETING DEL RIVOLUZIONARIO PROGETTO “SAFE-A-HEAD”, INSERITO NEL PROGRAMMA INTERREG IV ITALIA AUSTRIA 2007 &#8211; 2013</title>
		<link>http://www.dolomiticert.it/web/2012/03/primo-meeting-del-rivoluzionario-progetto-%e2%80%9csafe-a-head%e2%80%9d-inserito-nel-programma-interreg-iv-italia-austria-2007-2013/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 13:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interreg Projekte Helm]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Interreg casco]]></category>

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		<description><![CDATA[A fine settembre gli esperti del Leader Project Dolomiticert hanno incontrato i partner transfrontalieri a Salisburgo, per fare il punto della situazione &#160; Tavola rotonda transfrontaliera nella sede dell’Università di Salisburgo, Dipartimento Interdisciplinare di Sport e Scienze Motorie , per analizzare il primo quadrimestre di attività dello studio“Safe a Head”, progetto inserito nel programma Interreg ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>A fine settembre gli esperti del Leader Project Dolomiticert hanno incontrato i partner transfrontalieri a Salisburgo, per fare il punto della situazione</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tavola rotonda transfrontaliera nella sede dell’Università di Salisburgo, Dipartimento Interdisciplinare di Sport e Scienze Motorie , per analizzare il primo quadrimestre di attività dello studio“Safe a Head”, progetto inserito nel programma Interreg IV Italia-Austria 2007-2013.</p>
<p>In primis i rappresentanti del laboratorio Dolomiticert &#8211; leader del progetto e promotore dell’incontro &#8211; Tommaso Morandin, responsabile della normazione e della certificazione e Melany Dalle Ceste, responsabile dell’Area Europrogettazione, seduti al fianco degli altri partner: Erich Müller dell’Università di Salisburgo, Nicola Petrone e Federico Giubilato dell’Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e, infine, Antonello Marega, dall’invidiabile carriera nel management dei grandi dello SportSystem, e Achim Storz e Sebastian Philipp del Design Storz, prestigioso studio di design austriaco specializzato nella progettazione degli articoli sportivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il pool di esperti si è confrontato sui diversi passaggi realizzati dall’avvio del progetto,  pianificando le attività e assicurando un costante scambio tra i partner.</p>
<p>Proprio per armonizzare le procedure e le azioni di tutti i soggetti, il primo incontro è servito anche a costituire ufficialmente un comitato di coordinamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LE PRIME FASI DEL PROGETTO</p>
<p>La fase iniziale dello studio è stata incentrata sull’analisi dello status quo per quanto riguarda il mondo dei caschi e sui materiali che potrebbero essere impiegati per costruire un dispositivo casco + maschera.</p>
<p>Infine, è stata realizzata una tabella per confrontare le varie tipologie di caschi in base alle normative di riferimento.</p>
<p>Ma caliamoci nel dettaglio di ogni singola azione per comprendere i passaggi iniziali che hanno dato avvio allo studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PIANIFICAZIONE E COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ DEI VARI PARTNER</strong></p>
<p>In questo primissimo passaggio sono state analizzate le attività di competenza di ogni partner, attribuendole ad ogni blocco di lavoro previsto, detto “workpakage”.</p>
<p>Tali attività di competenza sono state distribuite nel tempo pianificando i vari step di avanzamento del progetto nell’arco dei prossimi 3 anni e tenendo in considerazione i periodi di durata previsti per ogni workpakage.</p>
<p>A supporto di tale attività di pianificazione, è stato creato un diagramma di Gantt con la collocazione temporale delle attività per rendere flessibili eventuali cambiamenti di programma. Il diagramma di Gantt, infatti, è un grafico che permette di rappresentare un calendario di azioni ed è utile a coordinare e tracciare specifiche azioni di un progetto, illustrando con estrema chiarezza lo stato di avanzamento delle stesse. <strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong>RICERCA BIBLIOGRAFICA</strong></p>
<p>La ricerca ha puntato sull’analisi della situazione attuale, arrivando ad una visione d’insieme dei caschi e delle maschere da sci oggi in commercio.</p>
<p>Tale analisi ha focalizzato l’attenzione sui diversi materiali utilizzati per realizzare i dispositivi. Chiarito il quadro generale, sono iniziate le prime valutazioni relative ai materiali innovativi, o già in uso, che potranno essere impiegati per raggiungere gli obiettivi del progetto.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CREAZIONE TABELLA DI CONFRONTO</strong></p>
<p>Un’altra strategica tabella è stata impiegata per confrontare le normative riguardanti i caschi in generale  (sci, ciclo, alpinismo, ecc…): grazie al suo utilizzo sono state evidenziate le differenze tra i requisiti richiesti dalle diverse norme.</p>
<p>L’obiettivo finale è quello di validare un protocollo di prova il più adeguato possibile allo scopo del progetto.</p>
<p>Per concludere, c’è da dire che in questi primi mesi Dolomiticert, in qualità di Leader Project, ha assicurato un coordinamento costante delle attività previste per ogni partner e ha supportato costantemente ogni realtà coinvolta sia dal punto di vista tecnico che amministrativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Interreg Ski-Pro-Tech: ecco i risultati conseguiti da Dolomiticert</title>
		<link>http://www.dolomiticert.it/web/2012/03/interreg-ski-pro-tech-ecco-i-risultati-conseguiti-da-dolomiticert/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 13:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dolomiticert</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetti Interreg sci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dolomiticert.it/web/?p=206</guid>
		<description><![CDATA[Per visualizzare la presentazione dei risultati, che è stata illustrata nel corso dell&#8217;evento finale ad Expo Dolomiti, clicca qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per visualizzare la presentazione dei risultati, che è stata illustrata nel corso dell&#8217;evento finale ad Expo Dolomiti, clicca <a _mce_href="http://www.dolomiticert.it/web/?attachment_id=207" href="http://www.dolomiticert.it/web/?attachment_id=207">qui</a>.<br _mce_bogus="1"></p>
]]></content:encoded>
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